Phòbos and Deimos

Phòbos, in greco, non vuol dire solo “fobia” ma ha un significato più esteso che racchiude tutte le declinazioni del concetto di paura. Nella mitologia greca Phòbos, figlio di Ares (dio della guerra) e di Afrodite (dea della bellezza), rappresentava la divinizzazione della paura mentre il fratello Deimos era il dio del terrore. Terrore per la guerra, in particolare.

Quando, nel 1877, Asaph Hall scoprì le lune dalla forma irregolare di Marte le chiamò Phòbos e Deimos 

proprio per il loro aspetto sinistro ed inquietante.

Il mio progetto fotografico, molto recente, segue il filone tematico del precedente lavoro “Distopia”, presentato in varie sedi espositive, tra cui nell’edizione 2018 del festival Voies Off di Arles.  La selezione qui esposta è dedicata alla ricerca della rappresentazione figurativa dei concetti di fobia e paura.

Visioni oniriche ed irrazionali, declinate prevalentemente nelle gradazioni del giallo (colore che rappresenta la paura in psicologia), del rosso, del grigio e del nero profondo. Immagini che affidano all’osservatore il compito di “costruire” molteplici interpretazioni personali nelle quali paure e fobie innescano un gioco perverso tra timore e fascinazione.

La raffigurazione formale può richiamare la pittura astratta ma è un fatto accidentale, per nulla intenzionale. Le fotografie sono state consapevolmente “estratte”, dunque non “astratte”, da luoghi reali trovati negli anfratti dell’ambiente urbano.   

       

Phòbos, in Greek, does not only mean "phobia" but has a more extended meaning that encompasses all the declinations of the concept of fear. In Greek mythology Phòbos, son of Ares (god of war) and Aphrodite (goddess of beauty), represented the deification of fear while his brother Deimos was the god of terror. Terror for the war, in particular.

When, in 1877, Asaph Hall discovered the irregular moons of Mars, he called them Phòbos and Deimos because of their sinister and disturbing appearance.

My very recent photographic project follows the thematic strand of the previous work "Dystopia", presented in various exhibition venues, including in the 2018 edition of the Voies Off festival in Arles. The selection shown here is dedicated to the research of the figurative representation of the concepts of phobia and fear.

Dreamlike and irrational visions, mainly declined in shades of yellow (color representing fear in psychology), red, gray and deep black. Images that entrust the observer with the task of "constructing" multiple personal interpretations in which fears and phobias trigger a perverse game between fear and fascination. 

The formal representation can recall abstract painting but it is an accidental fact, not at all intentional. The photographs were knowingly "extracted", therefore not "abstract", from real places found in the ravines of the urban environment.